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FEB
2015

NEWS 02/2015 – Postazioni VDT, occorre valutare la luminanza e non solo l’illuminamento

La valutazione delle postazioni dei VDT è disciplinata dall’All. XXXIV del TU 81/08 sicurezza sul lavoro, secondo il quale “l’illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell’utilizzatore”.
Per questo, devono essere evitati:
- i riflessi sullo schermo;
- gli eccessivi contrasti di luminanza*;
- gli abbagliamenti dell’operatore.
Come? Disponendo la “postazione di lavoro in funzione dell’ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale”.
Quanto alle finestre, alle pareti trasparenti o traslucide, alle pareti e alle attrezzature di colore chiaro, esse possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo. Ecco perché, in particolare, le finestre devono essere munite di un “opportuno dispositivo di copertura regolabile” per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Il luxometro permette, allo scopo, di misurare la quantità di luce ricevuta sulla postazione dell’operatore.
A proposito del contrasto tra lo schermo del pc e lo spazio circostante, la sua misurazione viene eseguita con il luminanzometro.
Nella valutazione della “proprietà” delle postazioni dei VDT, quella della luminanza viene molte volte trascurata, ritenendo sufficiente quella dell’illuminamento. Non è così perché i “fastidi soggettivi dell’operatore che trova, nel suo campo visivo, abbagliamenti e fonti luminose a lungo andare determinano la sindrome astenopica del videoterminalista (stanchezza visiva)”**.
* È una “grandezza fotometrica che esprime la proiezione dell’intensità luminosa della sorgente luminosa su una superficie”.
** Questi i disturbi visivi più frequentemente lamentati dagli operatori VDT: bruciore, lacrimazione, secchezza, senso di corpo estraneo, ammiccamento frequente, fastidio alla luce, visione annebbiata, visione doppiata, stanchezza alla lettura.

Fonte: Quotidiano Sicurezza – il giornale dell’ANFOS